Il Comune di Cepagatti ( PE ) con decisione del Consiglio, ha approvato la cessione di un terreno di 2000 metri quadrati alla parrocchia di Santa Lucia.
Con dovizia di particolari il sindaco Francesco Cola ci spiega il perchè di questa decisione: necessità di un luogo più ampio per i fedeli; necessità di un luogo d'incontro per la comunità; grande sfida proiettata nel futuro etc... fino a terminare con le inevitabili e vuote "" radici cristiane "".
Qui di seguito la risposta del Circolo di Pescara, inviata al Sindaco, ai mezzi di informazione e a vari blog.
Il Comune di Cepagatti, secondo un articolo apparso sul vostro quotidiano in data 17/06/09, ha ceduto un terreno di proprietà dei cittadini alla parrocchia di Santa Lucia.
E' possibile che ancora nel terzo millennio, in Italia, degli amministratori della cosa pubblica si sentano autorizzati a REGALARE un qualcosa che non appartiene a loro, ma a tutta la comunità, ad una istituzione religiosa, a cui non appartengono tutti i cittadini, nè tutti gli italiani; oltretutto un regalo ad una Istituzione, la Chiesa Cattolica, che già riceve in REGALO da parte dello Stato e degli Enti pubblici un oceano di euro ogni anno, oceano che, dati alla mano, viene impiegato in minimissima parte per la tanto sbandierata solidarietà, come da informazioni ufficiali del Ministero.
Dunque perchè continuare con questa dilapidazione del patrimonio pubblico a favore di una Chiesa? Per le " radici cristiane "?
Ma le nostre radici sono ANCHE cristiane, ma non solo...a quando, cari signori amministratori, una donazione altrettanto sostanziosa per la costruzione di un Ginnasio o magari di un Portico o ancora di un Giardino, tanto per celebrare le nostre radici di pensiero greche, altrettanto fondanti che quelle cristiane?
Un Paese laico e democratico non può e non deve favorire, privilegiare, foraggiare nessuna Istituzione religiosa, ma lasciare la più ampia libertà a chiunque di professare il credo che più gli aggrada o magari nessuno, senza aggravi per le finanze pubbliche. La religione non è e non può essere l'elemento di aggregazione di uno Stato moderno ( anche perchè la storia ci insegna che le religioni hanno sempre significato divisioni e guerre ), non può e non deve essere ciò che ci accomuna, proprio perchè non tutti i cittadini sono religiosi e non tutti quelli religiosi hanno la stessa religione: in Italia, ad esempio, esiste un 10% circa di non credenti, cioè circa 6 milioni di persone che non si riconoscono in nessuna religione e verso cui, lo Stato e gli Enti pubblici continuano ad attuare discriminazioni vistose come quest'ultima del Comune di Cepagatti.
Roberto Anzellotti
Coord. Circolo UAAR ( Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti )
Pescara